mercoledì 23 aprile 2014

POSTE ITALIANE, MILIARDI DI UTILI A SPESE DEGLI UTENTI



UN MILIARDO DI UTILI E TAGLI AL PERSONALE, MA LA POSTA NON ARRIVA  


Le Poste Italiane continuano a crescere economicamente, chiudendo il 2013 con un utile netto di 1,005 miliardi. L’Amministratore Delegato con i suoi 2 milioni e 200 euro di retribuzione annua può esserne  contento, ma c’è da chiedersi a spese di chi vengono fatti questi lauti guadagni, visto che le Poste sembrano aver rinunciato al compito per il quale erano nate: consegnare la posta.

giovedì 3 aprile 2014

RIFORMA DELLE PROVINCE, NON ABOLIZIONE

Perché non si dice che questa è una Riforma delle Province? Una riforma è una cosa degna di un Paese Civile, indica uno sforzo di migliorare qualcosa che non funziona. L'abolizione, per quanto limitata al solo linguaggio, ricorda più la legge del taglione e certi furori dittatoriali 


Abolire, eliminare, tagliare. Sono le parole che più vanno di moda tra i politici. Da utilizzare assolutamente  se si vuole raccogliere consenso tra gli elettori. Tre parole orribili, che non indicano un percorso di crescita, un cambiamento culturale, una riforma. Ma che pongono come unica soluzione alle cose che non funzionano, o che costano troppo, la loro abolizione. Un ragionamento basilare. La massima manifestazione dell’impotenza umana. 

La parola abolizione è una delle più usate negli ultimi mesi e guai a chi non si adegua a questa legge del taglione, cosi lontana dalla cultura mediterranea, dal dialogo e dal ragionamento, e per altro figlia del tanto contestato modello dell’austerità dell’Unione Europea. 

martedì 18 febbraio 2014

La Direzione del Pd con Regole da Facebook


Su Facebook esiste il tasto “Rimuovi dagli Amici”. Con un semplice e veloce Clic possiamo cancellare dalla nostra vita un amico, un conoscente o un semplice amico virtuale. Senza dare spiegazioni e magari per banali motivi, come il fatto che abbia espresso opinioni diverse dalle nostre dal punto di vista politico.


La stessa cosa è successa Giovedì scorso nella Direzione Pd. Senza fornire spiegazioni plausibili, il Sindaco di Sesto San Giovanni e un centinaio di colleghi hanno deciso, con una maggioranza schiacciante, di sfiduciare il Presidente del Consiglio Enrico Letta e di dare fiducia al giovane e ambizioso Renzi (#enricostaisereno).


venerdì 24 gennaio 2014

La Legge Elettorale, un delirio collettivo


L’ennesimo e inaccettabile abbaglio di massa



Tutto questo consenso sulla Legge Elettorale mi lascia, per l’ennesima volta, perplesso. Sacrifica la rappresentanza in nome di una Governabilità tutta da dimostrare. E’ nata con un accordo più che discutibile e con delle condizioni assolutamente inaccettabili.


SOGLIE DI SBARRAMENTO - Ha soglie di sbarramento troppo alte, uniche in Europa. Con il 12% per la coalizione si rischia di lasciare senza rappresentanti una forza politica di oltre tre milioni di elettori. Nelle elezioni dello scorso anno la coalizione di Mario Monti ha ottenuto alla Camera, con il 10,5%, quasi tre milioni e seicentomila voti. Con una partecipazione più alta alle elezioni, si rischierebbe di arrivare ai quattro milioni di voti senza rappresentanza. A questi vanno aggiunti i partiti sotto l’8% se si presentano da soli e quelli sotto il 5% in coalizione, come la Lega, che prese nel 2013, con il 4,1%, un milione e quattrocentomila preferenze. Con Sel, e altri "partitini", avremo un totale di quasi nove milioni di voti a partiti senza rappresentanti in Parlamento. 

martedì 7 gennaio 2014

Bersani? Un ladro come tutti gli altri..

I politici sono tutti ladri. Bersani è un politico. Di conseguenza è un ladro e gli auguriamo tutto il male possibile. Si è creato un brutto e irrespirabile clima in queste ultime settimane in Italia, che purtroppo, non tenendo fede allo spirito natalizio, ha pervaso anche questi giorni di vacanza.

Un clima di odio che non tiene conto di diverse variabili e che da spazio ad una rabbia spesso immotivata, visto che coinvolge più i borghesi, che i veri poveri.  Quelli rimasti senza una casa e con difficoltà a trovare da mangiare.

venerdì 29 novembre 2013

Negli anni di Governo di Berlusconi l'economia italiana è cresciuta più lentamente di quella di qualsiasi altro paese al mondo, tranne Libia e Zimbabwe. Che senso ha allora riproporlo come uomo politico?



Continuano. Imperterriti. Come nulla fosse, ad incensare il vecchio leader politico. Come un ingranaggio di un orologio, che continua a girare, senza mai chiedersi il perché, senza mai interrogarsi su quella che resta la questione centrale: qual è il senso politico di Berlusconi?

L’ETA’: Ha 77 anni suonati. Negli ultimi due discorsi tenuti in pubblico ha avuto due momenti di mancamento. A dimostrazione di come fisicamente il vecchio conquistatore di donne di facili costumi, sia ormai agli sgoccioli. Come può un uomo che non regge neanche il peso di un discorso in pubblico, candidarsi alla guida di un partito o di un paese?

LA CREDIBILITA’: E’ ”sputtanato” in tutto il mondo, politico e non. Nessun paese occidentale prende seriamente in considerazione l’idea di un suo ritorno al Governo. Ha corrotto, mentito,  asservito il Parlamento per risolvere i suoi guai giudiziari, depenalizzando, ad esempio, il falso in bilancio. Ha utilizzato il potere per favorire i propri amici, denigrare e sconfiggere quelli che considerava i suoi nemici, ossia tutti quelli che lo criticavano o che ostacolavano i suoi interessi. E’ stato condannato per una milionaria evasione fiscale e per avere avuto rapporti sessuali con una minorenne. Ed ora è nuovamente accusato di aver prezzolato e corrotto i testimoni del processo Ruby.

giovedì 24 ottobre 2013

72 aziende fanno ritorno in Italia. La Delocalizzazione è finita?


Secondo un articolo uscito sull’Espresso di questa settimana, dal 2009 sono 189 le aziende italiane che, dopo essersi trasferite all’Estero, hanno riportato in Patria la loro produzione e i posti di lavoro ad essa collegati. Nella speciale classifica riferita al 2012, l’Italia è il primo paese europeo per numero di ritorni, ben 72, dietro solo agli Stati Uniti a livello mondiale. Un dato che, tra tanti indici negativi, apre uno spiraglio di speranza per il nostro paese e per l'occupazione. 




venerdì 4 ottobre 2013

LAMPEDUSA NON E' COLPA NOSTRA



Mi dispiace, non ci sto. Non mi piace questo clima di autoflagellazione nato intorno alla tremenda tragedia degli immigrati. Come se la colpa di questo lutto fosse dello Stato Italiano. Quello che mi preoccupava da mesi, invece, esattamente dopo la visita del Papa a Lampedusa, era quel clima di eccessiva accoglienza che si era creato verso questi barconi di immigrati. Far passare l’idea che l’Italia è pronta ad accogliere tutti è un errore. Non fa altro che incentivare la partenza di barconi poco stabili e carichi fino all’inverosimile dal Nord Africa, incoraggiando e alimentando l’attività della manovalanza locale, che per ogni posto a bordo  si fa pagare profumatamente. Bisogna trovare una soluzione diversa. Politica, che coinvolga l’Europa e tutti i paesi africani e medio-orientali del bacino mediterraneo.

L’Italia in questi mesi è stata più che accogliente, mostrando una sensibilità ignorata da altri Stati. Accollandosi tutto il peso di questa situazione. Malta non li fa neanche avvicinare alle coste.

E la disponibilità della nostra Guardia Costiera ha alimentato le speranze degli immigrati. Che per farsi notare hanno acceso una coperta a bordo, azione che ha innescato l’incendio (secondo quanto letto sul sito di Repubblica) e la tragedia.

E, mi rendo conto che è un paradosso. Ma se gli immigrati si fossero preoccupati di sbarcare da veri “clandestini”, in qualche piccola baia dell’isola di Lampedusa, questo incendio che ha provocato la tragedia non si sarebbe verificato. 



martedì 1 ottobre 2013

PROFETA DI SVENTURA

Dal Pd all'Iva - Quando la capacità di Analisi viene scambiata per altro

Profeta di sventura. Per qualcuno. Ma è davvero cosi? Non si tratta magari solo di avere una capacità di Visione e Analisi della realtà, nelle sue varie sfaccettature, che in molti latita? Favorita anche dal fatto di non prendere parte del gioco, fattore che aiuta a mantenere una certa equidistanza e indipendenza. E quella calma che spesso perdono i protagonisti in campo, pressati da un sistema che non aiuta certo la riflessione.

Nel settembre dello scorso anno, quando il consenso del Pd era costante intorno al 28%, il Pdl era in piena crisi, con i sondaggi che lo davano sotto il 20% e il Movimento di Beppe Grillo era ancora lontano dall’exploit elettorale, in molti davano per certa la vittoria del centro – sinistra alle prossime elezioni. Non io. Cosi, dialogando con un’amica che dava per certa l’affermazione dei democratici, le dissi con una sicumera, che lei avrà sicuramente scambiato per presunzione da Bar: “Se continuano cosi, non ce la faranno neanche questa volta!”. Non mi sbagliavo. Nonostante durante le primarie il partito di Bersani sia schizzato al 36% da solo, senza Sel e altri partiti minori che lo avrebbero catapultato intorno al 42%, sono riusciti nella difficile impresa di non vincere anche questa volta. E non so in quanti avrebbero intravisto questa impasse, in quel momento di consenso generalizzato.

Di li in poi ho previsto e analizzato nell’ordine: l’insuccesso della Lista Monti, il successo di Grillo.


lunedì 12 agosto 2013

L’IMU, UNA BATTAGLIA POPULISTA


L’abolizione dell’Imu è da tempo un cavallo di battaglia del Pdl. Ma non ha nessun impatto positivo sulle nostre tasche. La prova è negli effetti nefasti che portò nel 2008 l’abolizione della vecchia Ici. Una serie di balzelli messi dai singoli Comuni per rimpinguare le loro esigue casse. Con il Governo Nazionale presieduto dall’ex Cavaliere che in tre anni ci avrebbe portato sull’orlo del collasso economico.

IL TAGLIO DELL’ICI - Nel 2008 arrivò il tanto propagandato taglio dell’ICI sulla prima casa, che ci avrebbe liberato dal pagamento della tassa di “proprietà”. Poche centinaia di euro per ogni nucleo familiare, in cambio di un enorme spot elettorale da utilizzare in ogni momento. Ma quei soldi risparmiati, li abbiamo versati a Comuni e Stato in altro modo.

A LATINA, STRISCE BLU E CIMITERO PRIVATO - Nel Comune di Latina, ad esempio, si è immediatamente proceduto ad un nuovo piano sosta. Un’ occupazione selvaggia del Centro cittadino, diventato tutto a pagamento. Le strisce blu sono comparse ovunque, persino nei pressi degli incroci, davanti ai cancelli. E nei dintorni di Ospedali e Case di Cura. Non rispettando la prescrizione di Legge, che obbliga l’accesso gratuito ad una percentuale di parcheggi di superficie.

Strisce blu che erano presenti già sul Lungomare. Ma il vero asso nella manica è stata l’affidamento della Gestione del Cimitero ad un privato per trent’anni. Nel Maggio 2009 morire non costava più 200 euro, ma 1200, con Lapide inclusa, ma obbligatoria. Un aumento di 1000 euro. Altro che Imu.

E allo stesso modo sulle strade della Provincia, pullulavano una serie di autovelox, messi nei posti più assurdi, talvolta quasi nascosti, non per assicurare la sicurezza stradale, ma per rimpinguare le casse dei vari Comuni.

martedì 16 luglio 2013

ITALIA, PAESE FONDATO.. SUL DEBITO PUBBLICO.


Il debito pubblico continua a salire. Nel mese di maggio 2013 ha raggiunto l’inimmaginabile quota di 2074 miliardi, con il rapporto debito/Pil che supera il 130%. Una statistica che, come più volte sottolineato dai media nazionali, ci pone al penultimo posto in classifica dietro solo alla Grecia e che include anche quei miliardi che abbiamo messo a disposizione per salvare i paesi in difficoltà, tra cui la stessa Repubblica Ellenica.

I
l problema sembra concentrarsi su una pura questione di numeri, di contabilità. Ma è davvero cosi? E’ la spesa pubblica il vero problema? Non è piuttosto la qualità della spesa a fare la differenza? Su cosa abbiamo investito in questi anni, dove sono finiti i nostri soldi? Nelle tasche di chi?

martedì 11 giugno 2013

UOMINI O AUTOMI?

LE TRAGEDIE DELLA FRENESIA 


Lo scorso 31 maggio, in provincia di Padova, una giovane di 22 anni è stata travolta e uccisa da un Suv. Alla guida una donna di 63 anni, che non si è accorta di nulla. Trascinando la ragazza, ancora in vita, per oltre tre chilometri. La guidatrice era stata a far la spesa e poi dalla parrucchiera. "Ho sentito il forte colpo allo specchietto laterale e l’ho visto piegarsi – ha raccontato ai Carabinieri - Avrei controllato a casa cos’era accaduto". 

Quattro giorni dopo a Piacenza un uomo di 38 anni dimentica in auto il figlio di due anni per otto ore. Che muore, ucciso dal caldo. L’asilo era distante solo poche decine di metri dal suo luogo di lavoro. L’uomo avrebbe dovuto fermarsi, fare scendere il piccolo e accompagnarlo all’asilo. Invece, inspiegabilmente ha tirato dritto. Avrà chiuso l’auto con il suo telecomando, avviandosi in una sorta di “trance”, verso il suo ufficio. “Ci hanno detto che per Andrea (manager in un’azienda di ristorazione) quella di martedì era una giornata decisiva sotto il profilo professionale: doveva consegnare entro sera un progetto per l'appalto di una importante commessa...» - riportano alcuni articoli di cronaca.

Due fatti di cronaca, apparentemente distanti, che hanno un punto in comune. Due persone, una signora, con qualche problema psicologico, e un giovane manager preoccupato dal lavoro, che si comportano come due automi.